L’olio extravergine di oliva laziale vanta una delle tradizioni più antiche d’Italia, con la Sabina tra le prime zone al mondo a fregiarsi di una denominazione d’origine.
🫒 Territorio e tradizione
Il Lazio coltiva l’olivo fin dall’epoca romana. La Sabina, alle porte di Roma, è una delle aree olearie più antiche della penisola; ad essa si aggiungono la Tuscia viterbese, la Ciociaria e le colline pontine, ciascuna con una propria identità produttiva.
🌳 Le cultivar
Il panorama varietale è ampio: l’Itrana, alla base delle celebri olive di Gaeta, la Carboncella, il Frantoio, il Leccino, la Canino nella Tuscia e la Rosciola. Ne derivano oli dal profilo equilibrato e versatile.
🫗 Caratteristiche organolettiche
Gli oli laziali hanno colore giallo-verde e un fruttato da medio a intenso, con sentori di erba, carciofo, mandorla e frutta fresca. Amaro e piccante sono generalmente equilibrati, per un profilo armonico e gastronomico.
🏅 DOP e IGP
La regione conta denominazioni storiche come la DOP Sabina, tra le prime riconosciute in Italia, la DOP Canino nella Tuscia, la DOP Colline Pontine e la DOP Tuscia, oltre all’IGP Roma.
🥗 Usi e abbinamenti
Si abbina a verdure, legumi, carni, carciofi e ai piatti della cucina romana e laziale, dalla puntarella all’abbacchio. Ottimo a crudo su bruschette e zuppe, dove esprime al meglio il suo carattere.
🌡️ Conservazione e consumo
Va tenuto lontano da luce, calore e aria, in contenitori scuri e ben sigillati. Come ogni olio extravergine dà il meglio da fresco, entro circa diciotto mesi dalla produzione, per goderne intatte fragranza e qualità.
💡 Lo sapevi che…
La DOP Sabina è considerata una delle prime denominazioni d’origine per l’olio in Italia: qui l’olivicoltura è documentata da oltre duemila anni, un primato che lega indissolubilmente il territorio all’extravergine.
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Schede delle cultivar
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